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Reminiscenze d'estate o l'insalata con anguria

Nonostante la pelle sia ancora ambrata e i capelli abbiano ancora quelle sfumature botticelliane che mi ricordano di una infanzia rinascimetale, a Milano è già tempo di rimettersi le calze. Questa mattina le ho prese e le ho portate con me in bafno, il luogo dove mi vesto per crogiolarmi un istante in più nel tepore della doccia. Al momento di indossarle, però, erano sparite. Dotate di vita propria, hanno preferito quel giorno in più di libertà alla schiavitù podologica a cui le costringerà l'inverno. Mi chiedo dove siano andate.  Restano ancora da smaltire quelle minutaglie preparate nella rovente stagione appena conclusa, come questa insalata assemblata a Londra nel solo sabato di sole che ci è toccato in sorte. Appena arrivo a Victoria Station mi prende il timore di "ammalarmi di scorbuto", agisce qui l'inconscio padano che vive perennemente nell'Albero degli Zoccoli e soffre di una atavica ipotetica carenza di vitamina C. Per questo, più a nord salgo, più ce…

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